domenica 19 febbraio 2012
L'angoscia di Arthair - da Verde Mare (Primavera di Aithea)
"Quando giungeva la notte si sdraiava sulla sabbia e guardava le stelle. Si sentiva cullato da quell'infinito splendore; accolto dalle braccia di quell'oscuro mistero così grandioso, così bello, così lontano eppure capace di mostrarsi ogni giorno di più, caldo e rassicurante nel suo cuore.
Sognava Arthair...
...sognava di essere un eroe...
...sognava di aver finalmente trovato la pace!
...ma appena chiudeva gli occhi...
incubi...terrore...ansia e angoscia si alternavano... e poi ancora... si svegliava, si agitava... pensava di alzarsi e correre via e invece non poteva... era buio, non aveva occhi per guardare... non aveva mani e piedi per aggrapparsi a qualcosa... era solo, solo... disperso...solo...abbandonato...freddo, freddo intenso... solo lui e nulla più... non un viso, non un'anima, solo paura, ansia... paura, sonno e ancora... mare, nero...
...luce."
da Verde Mare (Primavera di Aithea)
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domenica 12 febbraio 2012
Verde Mare (Primavera di Aithea - 2009)
“Sentire le onde infrangersi sugli scogli...
…la schiuma bianca delle acque…
…il sapore del sale, il sole sulla pelle…
… la sabbia calda su cui distendersi…
… da soli.”
“Sognava Arthair …
… sognava di essere un eroe...
… sognava di aver finalmente trovato la pace!
… ma appena chiudeva gli occhi …
incubi… terrore… ansia e angoscia si alternavano… e poi ancora… si svegliava, si agitava… pensava di alzarsi e correre via e invece non poteva… era buio, non aveva occhi per guardare… non aveva mani e piedi per aggrapparsi a qualcosa… era solo, solo… disperso… solo… abbandonato… freddo, freddo intenso… solo lui e nulla più… non un viso, non un’anima, solo paura, ansia… paura, sonno e ancora… mare, nero…
… luce.”
da Verde Mare, Primavera di Aithea
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domenica 5 febbraio 2012
Oblivion, Primavera di Aithea
Era passato un mese da quel giorno.
Il saggio Kiri uscì furiosamente dalla sua stanza, attraversò il cortile del palazzo e corse dal re, sembrava terrorizzato.
"Sire, Sire! - gridava Kiri. Nessuno l'aveva mai visto così - Sire, devo parlarle!"
"Che cosa sta succedendo! Sono impegnato, mio venerabile Kiri".
"Non c'è un attimo da perdere - rispose Kiri con gli occhi sbarrati - deve venire con me, ora".
Il re, meravigliato da tanta preoccupazione si recò nelle stanze del saggio. Al centro c'era un libro, vecchio, molto consumato. Il re, allora, chiese il motivo di quelle parole e della lunga assenza. Il vecchio non parlò. Con un gesto, indicò al re di leggere le pagine aperte di quel libro.
Oblivion
"Che cosa significa?".
"Il Sigillo... mio Signore, siamo in pericolo".
da Oblivion, Primavera di Aithea
Il saggio Kiri uscì furiosamente dalla sua stanza, attraversò il cortile del palazzo e corse dal re, sembrava terrorizzato.
"Sire, Sire! - gridava Kiri. Nessuno l'aveva mai visto così - Sire, devo parlarle!"
"Che cosa sta succedendo! Sono impegnato, mio venerabile Kiri".
"Non c'è un attimo da perdere - rispose Kiri con gli occhi sbarrati - deve venire con me, ora".
Il re, meravigliato da tanta preoccupazione si recò nelle stanze del saggio. Al centro c'era un libro, vecchio, molto consumato. Il re, allora, chiese il motivo di quelle parole e della lunga assenza. Il vecchio non parlò. Con un gesto, indicò al re di leggere le pagine aperte di quel libro.
Oblivion
"Che cosa significa?".
"Il Sigillo... mio Signore, siamo in pericolo".
da Oblivion, Primavera di Aithea
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domenica 29 gennaio 2012
Seal of the Wind - Neve ( da Primavera di Aithea).
"Mai nessuno era arrivato lassù.
Freddo
gelo
dirupi
strapiombi
...e tanta tanta neve.
Si diceva che neppure gli uccelli osassero volare a quell'altezza. Non si udiva suono, rumore o il benché minimo respiro, quasi la natura avesse paura di interrompere i delicati equilibri di quello regione.
Il silenzio era l'unica presenza.
Poi... come d'improvviso nella valle s'udì una soave melodia provenire dai profondi recessi di quella terra.
[...]
da Neve, Primavera di Aithea (2009)
Freddo
gelo
dirupi
strapiombi
...e tanta tanta neve.
Si diceva che neppure gli uccelli osassero volare a quell'altezza. Non si udiva suono, rumore o il benché minimo respiro, quasi la natura avesse paura di interrompere i delicati equilibri di quello regione.
Il silenzio era l'unica presenza.
Poi... come d'improvviso nella valle s'udì una soave melodia provenire dai profondi recessi di quella terra.
[...]
da Neve, Primavera di Aithea (2009)
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domenica 22 gennaio 2012
L'Anima del Mondo - Paulo Coelho.
Alcune citazioni da una grande scrittore: Paulo Coelho.
"È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante". [..]
"E quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogniqualvolta il sole attraversa il cielo." [...]
"L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio."
Paulo Coelho
"È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante". [..]
"E quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge più delle cose belle che accadono nella vita ogniqualvolta il sole attraversa il cielo." [...]
"L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia. Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio."
Paulo Coelho
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domenica 15 gennaio 2012
L'aurora de "Il Giorno e la Notte" - H. Rider Haggard: She.
Questa volta vi propongo qualcosa non scritto da me...
...un passo di uno splendido libro - "She" - di H. Rider Haggard: da queste parole è nato "Il Giorno e la Notte".
“La luna scendeva lentamente in una gloria di raggi argentati; poi scomparve nelle profondità dell’orizzonte ed un’ombra trasparente invase a poco a poco il cielo su cui più vive scintillarono le stelle. Ma ben presto anch’esse impallidirono all’apparire di un lieve chiarore verso oriente: spuntava l’alba, e già la volta sconfinata si tingeva dell’azzurro più fresco e più tenero, quasi ringiovanito all’avvicinarsi del giorno. […] .
Da oriente ad occidente, da mare a mare, da monte a monte, l’aurora dalle dita rosate avanzava vittoriosa portando seco la luce, la vita. Nella sua marcia trionfale essa squarciava, spazzava via l’oscurità […] .
Era uno spettacolo divinamente bello, ma triste, forse appunto a causa della sua eccessiva bellezza. La luce, dapprima tenue, si faceva via via più intensa, il giorno spuntava, ed io in esso riconoscevo la sintesi, il simbolo quasi dell’umano destino. “
H. Rider Haggard
"She"
...un passo di uno splendido libro - "She" - di H. Rider Haggard: da queste parole è nato "Il Giorno e la Notte".
“La luna scendeva lentamente in una gloria di raggi argentati; poi scomparve nelle profondità dell’orizzonte ed un’ombra trasparente invase a poco a poco il cielo su cui più vive scintillarono le stelle. Ma ben presto anch’esse impallidirono all’apparire di un lieve chiarore verso oriente: spuntava l’alba, e già la volta sconfinata si tingeva dell’azzurro più fresco e più tenero, quasi ringiovanito all’avvicinarsi del giorno. […] .
Da oriente ad occidente, da mare a mare, da monte a monte, l’aurora dalle dita rosate avanzava vittoriosa portando seco la luce, la vita. Nella sua marcia trionfale essa squarciava, spazzava via l’oscurità […] .
Era uno spettacolo divinamente bello, ma triste, forse appunto a causa della sua eccessiva bellezza. La luce, dapprima tenue, si faceva via via più intensa, il giorno spuntava, ed io in esso riconoscevo la sintesi, il simbolo quasi dell’umano destino. “
H. Rider Haggard
"She"
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domenica 8 gennaio 2012
Essenza
Vento
sottile, sinuoso respiro
alimenti il fuoco delle nostre anime
spegni il rogo delle nostre paure
muti la sabbia
sfiori le onde
sbatti le porte e apri spiragli
tremi e ti plachi
anima della terra
trasporti i germogli dei nostri sogni
Pioggia
pianto esile e lieve
bagni la terra della nostra vita
irrori la vita della nostra terra
ingrossi i fiumi
accarezzi le foglie
porti il sollievo e apri gli ombrelli
picchietti le menti bramose di sogni
lacrima della terra
soffri impotente ma non gemi
Fuoco
cuore ardente e pulsante
resisti al vento
vinci la pioggia
distruggi la vita
riscaldi l'essenza
unisci la vita, separi la morte
soffochi e rivivi
fiamma vitale
bruci le paure e accendi desideri
Terra
petrosa e fertile argilla
sei sabbia, sei scoglio
sei erba, sei fiume
sei vita, sei morte
ghiaccio sottile
fragile specchio
sei albero, sei fiore
sei culla dell'uomo
e dei mostri della sua ragione
Luce che illumini la notte
accogli i nostri sogni
e risveglia le nostre menti.
sottile, sinuoso respiro
alimenti il fuoco delle nostre anime
spegni il rogo delle nostre paure
muti la sabbia
sfiori le onde
sbatti le porte e apri spiragli
tremi e ti plachi
anima della terra
trasporti i germogli dei nostri sogni
Pioggia
pianto esile e lieve
bagni la terra della nostra vita
irrori la vita della nostra terra
ingrossi i fiumi
accarezzi le foglie
porti il sollievo e apri gli ombrelli
picchietti le menti bramose di sogni
lacrima della terra
soffri impotente ma non gemi
Fuoco
cuore ardente e pulsante
resisti al vento
vinci la pioggia
distruggi la vita
riscaldi l'essenza
unisci la vita, separi la morte
soffochi e rivivi
fiamma vitale
bruci le paure e accendi desideri
Terra
petrosa e fertile argilla
sei sabbia, sei scoglio
sei erba, sei fiume
sei vita, sei morte
ghiaccio sottile
fragile specchio
sei albero, sei fiore
sei culla dell'uomo
e dei mostri della sua ragione
Luce che illumini la notte
accogli i nostri sogni
e risveglia le nostre menti.
da "Il Giorno e la Notte"
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